Blog: istruzioni per l’uso!

Grazie a nuovi software, i blog si arricchiscono di contenuti grafici sempre più interessanti ed istruttivi, ma vediamo insieme l’anatomia dei blog…
imagesSe è vero che in Italia, così come nel mondo, i blog stanno assumendo un ruolo sempre più importante per divulgare informazioni e di gareggiare con i mass media tradizionali, è anche vero che il ruolo dei blog non deve essere confuso come una nuova forma di giornalismo. Si tratta di un sistema alternativo al consueto modo di fare notizia, attraverso un punto di vista filtrato dalle emozioni del suo autore, da ciò che vive e dal lavoro che svolge. Questa è la mia definizione adatta ad un blog. Un post di un blog si differenzia dalla notizia generica e valida “universalmente”. Come sappiamo, nel giornalismo, non è possibile evadere dai fatti, né tanto meno esprimere una propria opinione. La vera notizia, ben costruita è appurata sul “campo” con le opportune interviste e documentazioni efficaci, successivamente da un’appurata revisione di un direttore. La stampa e la televisione di tipo classico, attualmente, seppur non sostituite da forme alternative di comunicazione, sono comunque arricchite dalla funzionalità del blog. I media tradizionali si trasformano tuttavia attraverso canali in streaming, in bacheche virtuali, per appurare il feedback dei propri ascoltatori.

Possiamo paragonare i blog, alle radio indipendenti, nate durante gli anni Ottanta, come libere espressioni del vivere quotidiano. Inizialmente chiamati weblog da Cameron Barrett, il curatore di Camworld che nel 1999 scrisse un saggio intitolato Anatomy of a Weblog con lo scopo di descrivere dettagliatamente gli elementi del formato weblog, inserendo una lista di indirizzi URL in una colonna a destra. Molti appassionati iniziarono a mandargli dei link e sin d’allora si discuteva del nome appropriato da dare a questo nuovo modo di descrivere la realtà. Molti proposero un nome adeguato, Peter Merholz, propose il nome wee-blog, ma dopo due settimane, gli utenti già preferivano chiamarlo “blog”.
Se pensiamo a tutti i blog esistenti, potremmo immaginare tante tipologie, in realtà si sommano in tre: il blog, il notebook, i filtri.
Il blog è caratterizzato dalla struttura di un diario a forma breve. Una bozza dei propri stati d’animo, aggiornato spesso, ricco di particolari, ma con interventi brevi e molto personali. Non ci sono espressioni particolarmente erudite, ma molte narrate con emozione e voglia di condividere le proprie esperienze. Può trattare temi delicati, così come argomenti comici, ironici o drammatici. Il fine è quello di farsi leggere con immediatezza e di risultare quotidiano, come un amico che ci invia un sms.
I notebook, invece, sono spesso personali e qualche volta caratterizzai da interventi speciali, con uno squarcio sui problemi dell’attualità. Sono una finestra sul mondo, dove ciascun autore racconta la realtà, gli eventi che osserva o che gli capitano ed anche la cronaca attraverso la propria lente. In questo tipo, troviamo commenti più ampi, particolareggiati da maggiori link e rimandi all’esterno. Con citazioni e descrizioni più specifiche. Gli argomenti trattati spaziano come sempre ovunque, ma di solito riguardano il campo professionale degli autori. Un esempio è proprio il blog d’autore di fanpage!
I filtri sono blog molto dettagliati, con descrizioni e notizie che rimandano a numerosi link, un ipertesto gigante. Molti di loro aspirano alla chiarezza, sono come un catalogo di informazioni. Spesso sono gestiti da più persone, proprio perché sarebbe un lavoro immane per un solo individuo. Hanno la finalità di rappresentarsi come uno spazio su larga scala, coinvolgendo la comunità attraverso la descrizione monotematica di un fenomeno, oppure si spazia su più argomenti. Un esempio è rappresentato dai blog comunitari, come quelli a sfondo politico, oppure quelli gestiti dalle aziende di marketing o da privati. Anche le home page di giornali e televisioni possono essere annoverate in questa tipologia.
Spesso la domanda che in molti si pongono che poi  non è sempre scontata…
In realtà ci sono stati molti dibattiti sulle nuove forme di giornalismo indipendente. Le testate on line e i vari magazine non sono ancora riconosciuti a tutti gli effetti dei giornali sostituibili a quelli editi dagli uffici stampa, ma nonostante ci sia questa riluttanza di fondo, come spesso si dimostra, sia i blog che le testate indipendenti riescono a raggiungere una fetta di audience on line, molto più vasta dei media tradizionali. Anche perché l’utente della tv, è passivo, mentre quello di Internet, è interattivo. Ciò dimostra che l’integrazione tra media tradizionali e new media sia un punto a vantaggio dell’informazione, su scala vasta.
Per quanto riguarda la validità di un blog, non può essere considerato una forma di giornalismo, perché si tratta di due approcci diversi rispetto all’informazione. Il dato soggettivo resta per il blogger la sua fonte d’ispirazione. Molti blogger, attenti e scrupolosi, prima di pubblicare un post, lo controllano con fonti certe, ma a volte, ciò non avviene e quindi questo spiega perché i blog hanno una differente visibilità. Anche se, a lungo andare, ci stiamo accorgendo un po’ tutti della loro importanza, soprattutto quando si tratta di notizie che non facilmente sono disponibili. Ci sono informazioni a volte censurate che potreste leggerle solo da alcuni blogger di quei paesi isolati dal mondo o tanto meno potreste divertirvi conoscendo gli usi e costumi di un’altra cultura, se non leggendo dei blog di viaggiatori. Quante ricette per la cucina e regole per il bon ton! Possiamo inoltre informarci su come difendere la nostra salute grazie a dei punti di vista di esperti scientifici con diagnosi e suggerimenti appropriati, questo sistema di health care è utile per quei paesi dove la sanità costa e non è a servizio di tutti. Possiamo apprendere davvero tanto dai blogger, apprezzando la passione che hanno nel raccontare le proprie esperienze di vita. Consiglio vivamente a tutti di creare un proprio spazio virtuale, è un modo democratico per far sentire la voce di tutti, senza nessuna distinzione o differenza.

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