Identificata una proteina che accelera i tumori, la scoperta è di un italiano

Dna Proteine

BARCELLONA Si chiama CPEB1, ed è una proteina implicata nella regolazione di un meccanismo che coinvolge più di 200 geni associati alla proliferazione cellulare e allo sviluppo di tumori. Lo studio è stato effettuato sulle cellule neoplastiche che caratterizzano il linfoma di Hodgkin, ed è stato presentato come sistema di controllo generale da cui origina la progressione di un carcinoma.

Il primo autore dell’articolo pubblicato su Nature è l’italiano Felice Alessio Bava, ricercatore non ancora 30enne che lavora presso il laboratorio guidato dallo scienziato Raúl Méndez dell’IRB (Institut de recerca biomedica) di Barcellona. Lo studioso romano che nel 2012 sempre in terra catalana ha conseguito il dottorato di ricerca grazie ad un prestigioso programma internazionale sponsorizzato da “La Caixa”, ha dichiarato: “Ho lasciato l’Italia nel 2008 per venire a fare ricerca a Barcellona, e qui ho trovato un contesto scientifico stimolante, dove mi sono stati dati tutti gli strumenti per svolgere una ricerca di qualità. Dopo i miei studi in Italia, le migliori offerte le ho ricevute dall’estero. In Italia la ricerca dovrebbe essere stimolata per promuovere l’eccellenza e condannare la corruzione intellettuale” incalzando, inoltre, sulle condizioni in cui versa la ricerca nel Belpaese gli scienziati italiani che ho conosciuto sono comunque tra i migliori che io abbia mai visto. La fantasia che abbiamo noi in Italia non ce l’ha nessuno. Il risultato ottenuto è stato frutto di un intenso lavoro prodotto da un team di ricercatori stimolato da un’appropriata attrezzatura che soltanto l’CRG di Barcellona offre. Se ci fosse stato lo stesso filone in Italia, con molto rammarico probabilmente non me ne sarei andato”. 

Entrando nel merito alla scoperta di cui rappresenta uno dei principali artefici, Bava invece ci spiega: “Questo studio potrebbe essere positivo da un punto di vista terapeutico perché potrebbe significare che, rimuovendo o inibendo CPEB1, nelle cellule sane la sua funzione potrebbe essere sostituita da altri membri della famiglia di CPEB. Mentre, nei tumori, CPEB1 è la sola proteina responsabile dell’accorciamento di questa regione dell’RNA e favorisce quindi la formazione di tumori”. L’assunto principale dell’oncologia consta nella peculiarità che i tumori hanno di accrescersi in modo incontrollato. Nella spasmodica ricerca di bersagli terapeutici, quindi, gli studiosi sono da sempre orientati a individuare i meccanismi che modulano proprio l’espressione di quei geni che, sovrintendendo alle divisioni cellulari, risultano funzionali allo sviluppo di neoplasie.

Gli scienziati hanno rilevato che CPEB1, nella fattispecie, induce l’accorciamento di una regione altamente specifica dell’RNA acido ribonucleico che include gran parte dell’informazione necessaria a stabilire se da questa molecola debbano essere sintetizzate proteine o meno.

Raúl Méndez, il coordinatore della ricerca nonché capo del gruppo di “Controllo traduzionale del ciclo cellulare e differenziamento” all’interno del dipartimento catalano assicura che “CPEB1 toglie il freno a centinaia di RNA che stimolano il de-differenziamento e la proliferazione cellulare, permettendo loro di essere tradotte in proteine che promuovono la trasformazione tumorale della cellula. CPEB1 non solo ha questa funzione nel nucleo delle cellule, ma accompagna anche le molecole di RNA nel citoplasma”.

Fino ad ora sono quattro le proteine CPEB isolate dai ricercatori, e tutte manifestano un ruolo chiave nello sviluppo embrionale, unendo l’RNA e assolvendo funzioni che si compensano a vicenda in condizioni fisiologiche. Esercitano, però, attività particolari in situazioni patologiche. Come difatti afferma Méndez: “Le proteine CPEB sono necessarie per lo sviluppo e per la rigenerazione dei tessuti adulti attraverso le cellule staminali. Ma se il meccanismo governato dalle CPEB è continuamente attivato, le cellule si dividono quando non dovrebbero, e causano lo sviluppo dei tumori”. Lo stesso ricercatore spagnolo, in un lavoro pubblicato su Nature Medicine nel 2011, aveva scoperto come anche la proteina CPEB4 fosse responsabile dell’attivazione di centinaia di geni coinvolti nell’incremento delle masse tumorali.

Sull’eventualità di concretizzare la ricerca con la progettazione di una cura oncologica, tuttavia, Méndez mostra prudenza: “Non esiste al momento un farmaco che regoli in questo stadio l’espressione genica. Il nostro studio apre nuove possibilità terapeutiche e siamo ottimisti sul fatto di poter usare nel futuro le proteine CPEB come potenziali target”, benché sia già stato determinato un sistema di screening farmacologico basato su molecole che inibiscono l’azione di CPEB nei carcinomi, e senza produrre effetti nocivi in cellule sane.

Sono risultati fondamentali i contributi forniti, nella conduzione di questo studio, dal gruppo di ricerca coordinato da Juan Valcárcel esperto di processamento nucleare degli RNA presso il Centro di Regolazione Genomica (CRG) di Barcellona; e da Roderic Guigó, studioso di biostatistica sempre del CRG. I fondi per le sperimentazioni sono stati erogati dal consorzio Consolider RNAreg del Ministero dell’economia e competizione spagnolo e dal governo catalano (Generalitat de Catalunya).

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