Toglietemi tutto tranne i social network!

indexNon è uno spot pubblicitario, è una metafora della realtà che stiamo vivendo. Il social networking ci trastulla di idee allettanti, riceviamo input continui ed il cervello si abitua a spaziare da una finestra all’altra in tempi decisamente minimi, sempre più ridotti! Siamo veloci nel comunicare con un amico in chat, poi passiamo a condividere la canzone del giorno, a commentare qualcuno e nel frattempo i segnali di stanchezza si avvertono dopo poche ore. Eppure non ci fermiamo…

Nel campo informatico, l’idea dell‘ipertesto si è introdotta nelle nostre abitudini solo recentemente. Fino agli anni Novanta gli utenti, non avevano tutta questa dimestichezza con i personal computer e quindi con Internet. Viaggiavano a velocità di poche mega byte, con l’adsl e le nuove tecnologie user friendly, ci siamo inoltrati nel mondo dell’epoca digitale. E’ un bel passo in questo senso, se pensiamo ad esempio, alle lezioni gratuite, costruite sul progetto e-learning che ci rendono lo studio più comodo e tutte le notizie che possiamo recuperare dai vari portali, per rispondere a qualsiasi esigenza: sono una salvaguardia per il sapere! Le proposte iniziali sono ottime ed i risultati ottenuti, hanno superato le aspettative previste, soprattutto perché ciò ha incrementato il time sharing a favore di molte aziende.

Vediamo però un altro aspetto della medaglia, un tema quasi tabù per i cybernauti: la dipendenza dai social network, in particolare da Facebook. Gli studi sul caso provengono dal Nord America, dal Nord Europa ed attualmente anche dall’ Italia; a Roma, presso il policlinico Gemelli, c’è la possibilità di risolvere la dipendenza da Internet, da Facebook in particolar modo, attraverso un ambulatorio specifico. In realtà la dipendenza da Internet e dai vari social network, è la stessa che poi si sviluppa dal navigare in siti oscuri, come quelli porno, dediti al gioco d’azzardo, tutto ciò che è un tabù, può creare dipendenza. Esse sono definite“Internet Addiction Disorder” e sono caratterizzate da atteggiamenti compulsivi, che gli esperti stanno ampliando con nuove ricerche e metodologie appropriate. Ad esempio, ci sono tanti test che rilevano la dipendenza da Facebook. Alcuni, sono solo relativi e per questo non bisogna cadere nella psicologia spicciola!

I sintomi di una dipendenza da un social network, sono lampanti: trascorrere molto tempo collegati (tipo un’intera giornata – l’account è online anche di notte, escluse le applicazioni mobile automatiche)  avere il desiderio compulsivo di visualizzare le notifiche ogni volta che arrivano, anche quando non si è fisicamente presenti davanti al pc. 


|La sensazione di perdita di controllo quando non si è collegati in rete e non si può stare per più di 48 ore.


I sintomi possono essere 
l’ansia costante, la sudorazione, nei casi peggiori l’attacco di panico, la paura di risultare poco “socievoli” se non si risponde nei tempi minimi. Molte persone trascurano le proprie attività personali, non solo il lavoro o lo studio, ma anche le cure quotidiane, come lavarsi, fare sport o andare a fare la spesa per chi ad esempio vive da solo. Un altro elemento da non sottovalutare è il rapporto con gli altri.

Le relazioni sono solo virtuali. Si preferisce il contatto virtuale al reale, in pratica si evitano contatti diretti, perché è più semplice avere tutto sotto controllo da una piattaforma globale. I rischi di una de-socializzazione sono davvero enormi, anche perché quasi scatta la disabitudine alle regole della comunicazione normale. Altri sintomi possono essere la suscettibilità e l’irritabilità. Non poche persone, riscontrano un aumento di peso, avvertendo spesso la mancanza di reazione, l’apatia che non sprona all’attività. Dalla gabbia si può uscire, basta comportarsi come con qualsiasi forma di dipendenza. Una presa di coscienza, un distacco immediato, poi la modulazione dei tempi di connessione e man mano la strategia di condividere sempre meno posts. E’ stato riscontrato infatti che le persone affette da questa dipendenza provano l’unica forma di piacere nel ricevere tanti “mi piace” dai propri contatti. Quando queste adesioni sono notevoli, si arriva alla saturazione e quindi s’innescano meccanismi continui di compensazione. Molti pensano di potercela fare da soli, ma nei casi in cui non si riesce, è importante chiedere aiuto.


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