Giovani, carini ed occupati con i social network!

Un excursus nel nuovo mondo lavorativo dei giovani, attraverso il fenomeno del Web 2.0

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Giovani, carini e disoccupati” non è solo il titolo del famoso film di Ben Stiller che negli anni Novanta ebbe un grande successo tra la popolazione giovanile, ma si può considerare anche lo slogan della generazione Y, ossia dei nati dal 1980 al 1995, conosciuti anche come gli Echo Boomers e i Millennial.
Durante il periodo che va dagli anni Sessanta agli Ottanta, i movimenti giovanili pullulavano di estremismo ed attivismo. Ma c’erano anche dei piccoli gruppi che davanti ad una birra ed una chitarra, con grande empatia affrontavano temi come la droga, la politica corrotta e la macchia dilagante delle organizzazioni criminali, ma ciò che si pretendeva era la libertà dalla coercizione. Si lanciavano miti e si seguivano le proprie orme. Le vere icone provenivano dal mondo della musica, possiamo parlare di grandi modelli come John Lennon, oppure Freddie Mercury dei Queen. Quanti gruppi emergenti di musica rock e quante sistematiche attività di protesta. Oggi, sembra quasi sparito ilpathos giovanile, gli appellativi usati per definire la generazione y sono piuttosto denigratori, tra questi troviamo: il neolaureato senza lavoro – il giovane scansafatiche – il cybernautico – le shopaholics. Niente di più “incoraggiante”!

Si trascurano i vantaggi derivanti dal fenomeno Web 2.0, un sistema in grande espansione che raggruppa il fenomeno dei social media e l’arte del saper navigare, cercando gli strumenti adatti alle proprie esigenze. Questi luoghi comuni trascurano l’importanza delle capacità imprenditoriali giovanili. La forza delle azioni collettive e la condivisione di contenuti utili alla conoscenza. Non si tratta esclusivamente di un uso ludico o di un desiderio di fama realizzato. Si parla di vero e proprio canale di informazione adatto a trovare i giusti contatti per motivi professionali.
L’unica perplessità è rappresentata dalla privacy a volte violata, dal cattivo uso da parte degli utenti e dalla dipendenza psicologica che tali strumenti possono creare. Conoscendo però la netiquette, si possono evitare molti errori. Non possiamo immaginare attualmente un mondo senza i social media, le previsioni future prevedono un’affluenza maggiore di utenti, sempre più giovani, ma diversificati in base alla fruizione del servizio; se Facebook è usato soprattutto per motivi di svago, con il tempo si valuterà il vantaggio lavorativo e professionale che può offrire. Per ora solo le medie e grandi aziende usano i servizi di sponsorizzazione, ma non è detto che i singoli utenti non possano farlo attraverso l’originalità delle proprie pagine ufficiali.
Il terzo lavoro, discusso da Alvin Toffler è proprio questo: un sistema lavorativo, successivo al primo ed al secondo impiego, che si basa sulla cura personale, caratterizzato invece dall’impiego in rete, un’attività dislocata e sempre a portata di click. Con i social media, si può anche trovare un lavoro vero e proprio, è questa un’opportunità da non trascurare. Tale sistema apre le porte a tutti, ma è vantaggioso soprattutto per chi è pronto a rischiare! Per giovani imprenditori, per sviluppatori open-source, per grandi manager o venture capitalists, ma soprattutto per i ragazzi con la passione per la scrittura sul web!

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