La rete è sempre più “rosa”

77005773_2288373_678771Un decennio fa, parlare d’ Internet significava rischiare di essere poco comprensibili, ma soprattutto gli utenti che viaggiavano erano essenzialmente persone esperte del settore tecnologico, di genere maschile. Le donne, sembravano non interessarsi a questa novità tecnologica. Il pc, risultava ostico ed il tempo libero era trascorso in faccende tipicamente “femminili” (uscite con le amiche/shopping/cura personale/fitness) oppure guardando ancora la televisione e ascoltando la radio.
L’idea di pensare ad Internet come ad un probabile motivo di svago e non solo, è nata di recente. In Italia, si è iniziato a parlare di boom delle utenze, a partire dal 2007, con l’introduzione dei social media. Un dato significativo, che ci ha fatto comprendere come la popolazione dei partecipanti non sia esclusivamente maschile, ma il popolo rosa, sembra davvero crescere in maniera esponenziale, raggiungendo cifre paritarie.
Se solo guardiamo alle statistiche, possiamo notare che nel 2010, il numero delle donne italiane presenti in rete, corrispondeva a dieci milioni di utenti, con la differenza tra quelle che si collegavano almeno una volta a settimana e le assidue navigatrici. Si tratta di donne con interessi e propensioni differenti. Indipendentemente dalle motivazioni, le donne si sono sentite protagoniste di un accesso democratico. Le prime cyber-nautiche erano quasi fiere per avere la dimestichezza nell’uso di aggeggi “complessi” come le poste elettroniche, le chat e i forum. Con il tempo hanno imparato a creare blog, a spaziare in tanti confini fino a diventare delle esperte conoscitrici del brand e delle tendenze on line. E’ una conquista femminile che si annovera tra le pari opportunità. Un risultato che non ha nulla a che vedere con movimenti femministi particolari. E’ accaduto e basta! Molte si collegano e si divertono a spaziare nello shopping on line, cercano lavoro e trovano molte soddisfazioni dai contatti ottenuti. Questo senso di partecipazione non è vissuto come una rivalsa rispetto agli uomini, diventa invece un sistematico mezzo di condivisione. Gli uomini comunque restano gli utenti più attivi, perché hanno già avuto modo di fare esperienze in campo informatico e sono più abituati a “smanettare” perché la rete è vissuta soprattutto come sistema per approcciare mondi sconosciuti e per imparare nuovi linguaggi. Tra le utenze femminili e quelle maschili, possiamo notare qualche differenza…
Se ad esempio, oggi, molte donne acquistano on line, non è detto che si sentano pronte però per investire in widget o in gadget tecnologici più all’avanguardia, come invece gli uomini fanno, soprattutto i più giovani. L’uso è ancora differenziato! Tra le varie curiosità, possiamo rilevare che le giovanissime presenti sul web (dai 16 ai 24 anni) sono in percentuale maggiore (58%) e sono sempre più in aumento, rispetto alle giovani donne (dai 25 ai 54 anni) che comunque occupano un posto di rilievo (35%) fino a retrocedere per le donne con età più avanzata (dai 55 ai 74 anni) con percentuale del 7%. Questi dati sono del 2007 e sono confrontati con altri otto paesi Europei (Islanda, Olanda, Germania, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Polonia, Italia) in ordine decrescente, il nostro paese si posiziona all’ultimo posto. Il 2007 è stato quindi l’ingresso per noi donne nel web 2.0 ma il vero sviluppo si è concretizzato solo nel 2010 (fonte: http://gandalf.it/chi2.htm – Eures)
Ciò, si spiega se pensiamo al tempo libero a disposizione che varia in base alle occupazioni: le giovani donne in attesa di un lavoro, le studentesse, le neo-laureate, le diplomate, hanno più tempo per dedicarsi alla cura dei propri blog. Sono aperte alle novità e alla condivisione di molti contenuti che girano sul web (notizie, video musicali, immagini) Molte ragazze, soprattutto le giovanissime, cercano il consiglio dalla rete, che sia per un regalo da fare o per risolvere un problema di salute. La”mamma rete” concede sempre delle risposte efficaci, ma spesso distacca dal reale contatto con la madre reale! Esistono però anche delle realtà più articolate. Le donne che cercano un lavoro on line, ad esempio,sono sempre in aumento e il fenomeno non riguarda le più giovani, ma tutte. Non è difficile trovare inserzioni di annunci richiesti da donne adulte. Esistono coloro che si sentono pronte a rischiare. Decidono di crearsi dei canali su youtube, inventando qualsiasi forma di vendita e sponsorizzazione di prodotti ad hoc, alcune sono pagate dalle aziende che sponsorizzano, molte si auto-propongono. Alcune, riescono a farsi conoscere e diventano un vero e proprio fenomeno virale. C’è da dire che se da un lato la rete seduce, dall’altro provoca modelli distorsivi rispetto all’immagine della realtà.

L’ultimo tassello lo dedico alle donne scrittrici, a quelle che decidono di fare della propria cultura, un modo per informare e farsi conoscere. E’ sorprendente notare, come ragazze provenienti da parti del mondo totalmente diverse, possano comunicare in maniera efficace attraverso blog e siti user friendly creati con programmi di scrittura immediata.Insomma, la rete è sempre più donna e la cosa non dispiace nemmeno agli uomini, che non si sentono “invasi” dal popolo rosa, anzi, sono ben liete di accompagnarle in questo momento, aiutandole a gestire le pagine on line e i profili. Credo sia importante come punto d’incontro sia per combattere la segregazione femminile in ambito lavorativo,  sia come momento di democratizzazione dei ruoli, con il rispetto delle diversità naturali dei due generi.

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