“LA RIVOLUZIONE DEL PROLETARIATO” ESISTE: WBO ITALCABLES LO CONFERMA!

L’attivismo della classe operaia diventa modus operandi nel mondo della siderurgia, dove 57 operai riscattano la loro azienda dal fallimento.

di Domenico Vergara – Sono passati quattro mesi dal fatidico incontro tra i 57 operai dell’azienda siderurgica Italcables di Caivano ed i rappresentanti di Banca Etica e Lega delle Cooperative, per realizzare una delle operazioni più nuove e significative del mondo del lavoro.
Gli operai, erano infatti in cassa d’ integrazione poiché lo stabilimento ormai chiuso da due anni era in procinto di fallimento, ma per combattere la disoccupazione, gli stessi hanno deciso di fondare una cooperativa, senza alcun investimento pubblico. L’operazione definita come «workers buyout» ha portato alla formalizzazione dell’acquisto dell’azienda, al prezzo di 3,8 milioni di euro, ed è stata strutturata con la formula del fitto del ramo d’azienda, che alla fine di tre anni, diventeranno parte integrante del prezzo di acquisto, che cocaivano-3mprende macchinari e tecnologie.
La Italcables, conosciuta a livello internazionale, è leader nella produzione di filo, trecce e trefolo di acciaio per il cemento armato. Una risorsa fondamentale per il territorio, non solo perché l’azienda contribuisce al sostentamento di tante famiglie, ma è necessaria per fini industriali ed economici, in quanto produce un particolare profilato di acciaio (il Trefolo, per l’appunto) adatto alle funi che sostengono i ponti, come quello del Garigliano, l’Erasmus Bridge di Rotterdam e le strade ad alta velocità. Attualmente è stata battezzata come Società Cooperativa WBO Italcables, e Giovedì, 3 Dicembre, sarà presentata al pubblico. Lo stabilimento è situato nella zona industriale di Pascarola.
Saranno presenti all’evento il Presidente della Camera dei Deputati del Movimento Cinque Stelle, Luigi di Maio, il consigliere regionale del PD, Corrado Gabriele, e le autorità locali.
La soddisfazione e l’entusiasmo brulica tra i soci-operai, ha infatti così esordito Pasquale Tamburrini, operaio-socio dell’azienda :”Gestire una cooperativa di 57 persone non è facile, il cammino è ancora in salita, perché in tre anni dovremo riscattare lo stabilimento e occorrono 3 milioni e 700 mila euro. Sono stati momenti difficili, a tratti avrei voluto mollare tutto, ma c’era sempre qualcosa che mi teneva a galla, la famiglia, l’amore per il lavoro. Ci sono stati eventi drammatici, come il licenziamento, il rifiuto da parte dei fornitori e l’apice l’abbiamo raggiunto quando siamo saliti sui tetti a protestare. Abbiamo dovuto aspettare il decreto per la cassa d’integrazione, durato cinque mesi e mezzo. Siamo stati tutto il periodo d’attesa senza stipendio. Ma la felicità è giunta quando abbiamo ottenuto l’accordo e da operai siamo divenuti soci, e veder partire la macchina da lavoro, con il primo stipendio, ha rincuorato tutti. Ne è valsa assolutamente la pena aspettare”.

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